Neil Young fa causa a Trump per 10 milioni di dollari per uso non autorizzato della sua canzone
Neil Young ha presentato una causa da 10 milioni di dollari contro il comitato di Donald Trump per aver usato senza autorizzazione il suo brano Rockin’ in the Free World durante un comizio elettorale in Ohio. Una nuova battaglia sui diritti d’autore.

Foto: Tore Sætre, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons. Ritagliata e stampata a un inchiostro.
La leggenda del rock Neil Young ha avviato una causa legale contro il comitato politico di Donald Trump, Trump 47 Committee Inc., chiedendo 10 milioni di dollari di danni per l’uso non autorizzato del suo successo del 1989 Rockin’ in the Free World. Il brano è stato diffuso come musica d’ingresso durante un comizio elettorale a Youngstown, in Ohio, lo scorso 12 ottobre, violando un accordo legale precedente tra le parti.
La denuncia, depositata presso il tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il distretto orientale della Virginia il 26 ottobre, sottolinea come i testi della canzone – che descrivono povertà, tossicodipendenza e degrado sociale – siano in netto contrasto con il messaggio politico di Trump. Come si legge nel documento, “Il brano rappresenta l’opposto di tutto ciò per cui si batte Donald J. Trump”, evidenziando l’ironia del suo utilizzo in un evento a sostegno di un personaggio che Young ha sempre contrastato.
Un decennio di controversie
Questa non è la prima volta che Young si scontra con Trump per l’uso della canzone. Nel 2015, durante l’annuncio della sua candidatura presidenziale a Trump Tower, Trump aveva già diffuso Rockin’ in the Free World, scatenando le proteste pubbliche di Young. Nonostante le obiezioni, Trump continuò a usare il brano in diversi eventi, portando a una causa nel 2020 che si concluse con un accordo extragiudiziale. In base a quell’intesa, la campagna di Trump si era impegnata a non utilizzare più la canzone senza autorizzazione.
Ora, secondo l’accusa di Young, il comitato di Trump avrebbe ignorato quell’accordo, diffondendo nuovamente il brano durante il comizio in Ohio. La causa chiede non solo un risarcimento economico, ma anche un’ingiunzione per impedire ulteriori usi non autorizzati. Gli avvocati di Young sostengono che le ripetute violazioni abbiano danneggiato la sua reputazione, attribuendogli un endorsement che contraddice le sue posizioni politiche.
Perché questa canzone conta
Rockin’ in the Free World non è solo un inno rock: è una critica alle disuguaglianze americane, con testi che mettono in luce le lotte sociali. Il suo coro, “Keep on rockin’ in the free world” (continua a rockeggiare nel mondo libero), viene spesso interpretato in chiave patriottica, ma i versi dipingono un quadro ben più cupo di abbandono e disperazione. Per Young, artista canadese da sempre schierato a sostegno delle cause progressiste, l’uso della canzone da parte di Trump risulta particolarmente offensivo.
Lo stesso Young ha eseguito il brano durante eventi politici, come il concerto di settembre con Willie Nelson, dove l’ha chiuso con il brano intonando “Take America Back!” (Riprendiamoci l’America!). La canzone è stata inoltre protagonista del Power to the People Festival di ottobre, eseguita da Bruce Springsteen, Dave Grohl e Tom Morello in un gesto di solidarietà con il suo messaggio.
Contesto più ampio: artisti vs. politici
Young non è l’unico musicista a contestare Trump per l’uso non autorizzato delle sue canzoni. Nel corso degli anni, artisti come Rihanna, Axl Rose, Pharrell Williams e le eredità di Tom Petty e Sinéad O’Connor hanno pubblicamente protestato per l’uso dei loro brani ai comizi di Trump. Alcuni, come The White Stripes e l’eredità di Isaac Hayes, hanno persino presentato denunce, anche se molti casi si sono risolti in via extragiudiziale.
Il problema va ben oltre Trump. Musicisti di ogni schieramento politico hanno da tempo lottato per controllare come la loro musica venga utilizzata nelle campagne elettorali, sostenendo che le loro opere non dovrebbero essere cooptate senza consenso. Per Young, questa nuova causa sottolinea una domanda fondamentale: Chi decide quando e dove una canzone può essere usata?
Quali sono i prossimi passi?
Il comitato Trump 47 non ha ancora risposto alla causa. Secondo le norme del tribunale federale, il comitato ha 21 giorni dalla notifica ufficiale per presentare una replica. Non è stata fissata alcuna udienza, ma il caso potrebbe fare giurisprudenza su come vengono applicati i diritti d’autore in ambito politico.
Per i fan di Neil Young, la causa è un promemoria della ferma posizione dell’artista su temi politici e sociali. Mentre la battaglia legale prosegue, una cosa è certa: Rockin’ in the Free World rimane una canzone dal messaggio forte – e Young è determinato a far sì che venga ascoltata solo alle sue condizioni.
Le domande dei fan
- Perché Neil Young ha fatto causa a Donald Trump?
- Neil Young ha avviato una causa contro il comitato di Donald Trump perché il brano *Rockin’ in the Free World* è stato usato senza autorizzazione durante un comizio in Ohio. La denuncia chiede 10 milioni di dollari di danni e un’ingiunzione per bloccare ulteriori utilizzi non autorizzati, violando un accordo precedente.
- Neil Young aveva già fatto causa a Trump per la stessa canzone?
- Sì. Nel 2020 Young aveva già citato in giudizio la campagna di Trump per l’uso non autorizzato di *Rockin’ in the Free World*. Il caso si era chiuso con un accordo extragiudiziale in cui Trump si era impegnato a non usare più la canzone senza licenza.
- Qual è il significato di *Rockin’ in the Free World*?
- *Rockin’ in the Free World* è un brano del 1989 di Neil Young che critica le disuguaglianze americane. Nonostante il coro anthemico, i testi descrivono povertà, tossicodipendenza e degrado sociale. Young ha sottolineato come il messaggio della canzone sia l’opposto di ciò per cui si batte Donald Trump.
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