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Il tour Free Palestine di Macklemore bloccato da arene statunitensi

Macklemore accusa nove grandi arene statunitensi, tra cui Madison Square Garden, di aver rifiutato il suo tour di beneficenza Free Palestine dopo aver scoperto la causa politica. Il rapper promette di continuare a sostenere la Palestina nonostante i dinieghi.

Macklemore

Foto: Selbymay, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons. Ritagliata e stampata a un inchiostro.

Macklemore ha accusato nove grandi arene statunitensi di aver rifiutato di ospitare il suo tour di beneficenza Free Palestine, una serie di concerti finalizzati a raccogliere fondi per le operazioni di soccorso in Palestina. Il rapper, noto per il suo attivismo e per i successi discografici, ha rivelato che i locali hanno ritirato le offerte una volta appresa la natura politica degli eventi, nonostante avessero inizialmente fornito date disponibili fino alla fine del 2024. La vicenda evidenzia le difficoltà che gli artisti incontrano quando si schierano a favore di cause politicamente sensibili nell’industria musicale dal vivo.

Le arene che hanno detto no

Macklemore ha elencato i locali che hanno rifiutato il tour, tutti siti di alto profilo in grandi città statunitensi: - New York: Madison Square Garden, Barclays Center, Prudential Center (Newark), UBS Arena (Elmont) - Los Angeles: Crypto.com Arena, Kia Forum, Intuit Dome (Inglewood) - San Francisco: Chase Center - Seattle: Climate Pledge Arena

Secondo quanto riferito dal rapper, il suo team aveva ottenuto date provvisorie in queste arene già a metà settembre. Tuttavia, una volta scoperta la finalità benefica pro-Palestina dei concerti, i locali hanno revocato le offerte. In una dichiarazione condivisa su Instagram, Macklemore ha definito questi rifiuti senza precedenti nella sua carriera ventennale di tournée, definendoli una forma di censura da parte dei proprietari miliardari dei locali, che controllano il dibattito pubblico.

Un tour nato da una controversia

Il tour Free Palestine è stato annunciato dopo che Macklemore è stato escluso dalla Loop Tour di Ed Sheeran a settembre. Secondo le ricostruzioni, Robert Kraft, proprietario dei New England Patriots e della famiglia che gestisce il Gillette Stadium, avrebbe objected alle dichiarazioni del rapper su Israele e Palestina pronunciate durante i concerti. L’incidente ha scatenato una reazione di solidarietà nei confronti di Macklemore, che in seguito ha devoluto il milione di dollari guadagnato con la tournée di Sheeran a organizzazioni di aiuto alla Palestina.

Nonostante il blocco negli USA, Macklemore ha portato con successo tre date sold out del tour Free Palestine in Europa: - Dublino: 3Arena (con ospiti a sorpresa Hozier e Kneecap) - Parigi: Accor Arena (con Aurora e Pomme) - Londra: OVO Arena Wembley (con Paloma Faith e Aja Monet)

La tappa europea del tour è stata elogiata per l’energia e il senso di resistenza collettiva, con Macklemore che ha definito questi concerti tra i più significativi della sua carriera.

Perché questa vicenda conta per fan e artisti

L’esperienza di Macklemore mette in luce la tensione tra espressione artistica e attivismo politico nell’industria musicale. I proprietari dei locali, molti dei quali hanno legami con lobby pro-israeliane o interessi corporate, esercitano un potere significativo su quali cause siano considerate "accettabili" per gli spazi pubblici. Per i fan, la controversia solleva interrogativi sul ruolo della musica dal vivo nei movimenti sociali e sulla possibilità per gli artisti di esercitare davvero la libertà di parola in contesti commerciali.

Il rapper ha sottolineato le intimidazioni subite dagli artisti che si esprimono sulla Palestina, notando come molti abbiano pagato un prezzo professionale o personale per le loro posizioni. Nella sua dichiarazione, ha esortato i colleghi musicisti a superare la paura, sostenendo che l’azione collettiva possa sfidare le norme dell’industria. «Arriva un momento in cui il mondo cambia, non perché chi detiene il potere ci dia il permesso, ma perché le persone smettono di chiederlo», ha scritto.

Prossimi passi per il tour Free Palestine

Sebbene il tour statunitense sembri in stallo, Macklemore ha assicurato che continuerà i suoi sforzi. Ha suggerito che le prossime date potrebbero tenersi in location alternative o spazi all’aperto, bypassando l’infrastruttura tradizionale delle arene. «Continueremo a collaborare con altri artisti e organizzatori, portando avanti ciò che abbiamo iniziato in Europa», ha dichiarato. «Il nostro impegno a raccogliere fondi e stare in solidarietà con il popolo palestinese rimane immutato."

Per chi volesse sostenere la causa, le donazioni di Macklemore sono già andate a organizzazioni come UNRWA e Medical Aid for Palestinians. Man mano che la situazione evolve, la sua determinazione potrebbe ispirare altri artisti a prendere posizione, anche di fronte alla resistenza dell’industria.

Le domande dei fan

Perché le arene statunitensi hanno rifiutato di ospitare il tour Free Palestine di Macklemore?
Macklemore afferma che nove grandi arene statunitensi, tra cui Madison Square Garden e Barclays Center, hanno ritirato le offerte dopo aver scoperto che i concerti erano a sostegno della Palestina. I locali hanno revocato le date nonostante fossero state inizialmente confermate.
Quali artisti hanno partecipato al tour Free Palestine in Europa?
Durante la tappa europea, ogni data ha visto la partecipazione di ospiti a sorpresa: Hozier e Kneecap a Dublino, Aurora e Pomme a Parigi, Paloma Faith e Aja Monet a Londra.
Come possono i fan sostenere le iniziative di soccorso in Palestina come quelle promosse da Macklemore?
Macklemore ha devoluto 1 milione di dollari a organizzazioni come UNRWA e Medical Aid for Palestinians. I fan possono contribuire direttamente a queste realtà o partecipare a futuri eventi benefici organizzati dal rapper.

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